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Palazzo Valentini, Roma: indagini archeologiche nel settore delle "Piccole Terme"

Nel quadro delle attività indirizzate al recupero e alla valorizzazione dell'area di Palazzo Valentini, la Provincia di Roma ha dato avvio, sin dal 2005, a una lunga serie di lavori di sistemazione e recupero dei sotterranei del palazzo medesimo, in vista di un loro riuso funzionale con destinazione espositivo-museale.
Tali lavori hanno offerto l'occasione di intraprendere un articolato intervento di scavo archeologico, di rilievo e di restauro sotto la Direzione Scientifica del Prof. Eugenio La Rocca e della Dott.ssa Paola Baldassarri, Responsabile Archeologo della Provincia di Roma, con il Coordinamento generale del Dirigente del Servizio 5 del Dipartimento III, Dott. Roberto Del Signore, all'interno di una serie di ambienti ove erano già visibili consistenti resti di strutture murarie di età romana.

Il progetto esecutivo 2007 della Provincia di Roma ha previsto, nello specifico, il recupero funzionale di alcuni ambienti sotterranei dell'area nord-occidentale del Palazzo, il loro restauro e il loro inserimento nel nuovo percorso di visita museale. Contestualmente a tali interventi, la Provincia ha deciso di effettuare una serie di limitati sondaggi di scavo all'interno della grande sala voltata, sottostante la biblioteca di Palazzo Valentini e confinante con alcuni ambienti nei quali, negli anni 1980-81, la Soprintendenza Archeologica di Roma aveva già riportato alla luce una serie di strutture murarie antiche pertinenti a un piccolo impianto termale, probabilmente appartenente a una ricca domus romana di età tardo-imperiale.
Nel febbraio del 2007 Archeometra, incaricata di condurre la prevista assistenza archeologica, ha individuato, in corrispondenza di alcuni sondaggi di scavo, altre strutture murarie verosimilmente pertinenti, per assetto e tecnica costruttiva, all'impianto termale già noto, mettendo parzialmente in luce anche i limiti di grandi fosse di spoliazione e i tagli di fondazione e di sottofondazione dei muri rinascimentali dei sotterranei. La Direzione Lavori della Provincia di Roma ha deciso pertanto di avviare un intervento di scavo archeologico esteso a tutto il vano in questione.

I dati acquisiti nel corso della campagna di scavo condotta da Archeometra hanno permesso di fare nuova luce sul deposito archeologico sottostante l'ala nord-occidentale di Palazzo Valentini, individuando un'attività antropica e occupazionale che dal II sec. d.C. arriva fino alla fine del XVI secolo, momento di costruzione del Palazzo, e oltre.
L'intervento archeologico condotto da Archeometra a Palazzo Valentini ha previsto un massiccio utilizzo della tecnologia laser scanner 3D, particolarmente efficace nel rilevare le geometrie che definiscono contesti archeologici pluristratificati o architettonici complessi.
Sviluppando e ottimizzando ulteriormente procedure già utilizzate dalla Società nel corso del lavoro di scavo al Foro di Augusto, a Palazzo Valentini è stato possibile garantire un uso pressoché costante del laser scanner, in appoggio al lavoro degli archeologi e dei rilevatori, consentendo a questi ultimi di disporre di un costante feed-back, in continuo aggiornamento, sui dati morfometrici delle strutture archeologiche via via individuate ed esposte.
All'interno della grande sala voltata sottostante la biblioteca di Palazzo Valentini sono state eseguite oltre 50 prese di scansione laser. I dati morfometrico-spaziali acquisiti, una volta agganciati alla poligonale generale e adeguatamente georeferenziati, sono stati successivamente integrati e "fusi" con gli analoghi dati acquisiti da Archeometra nelle altre aree dei sotterranei e hanno consentito di rimontare e visualizzare tridimensionalmente, ad altissima definizione, l'intero complesso archeologico su cui insiste il Palazzo stesso.